Pagamenti e sicurezza, la visione di ADMIRAL Pay all’IGE 2026
Riportare il contante all’interno di un sistema chiaro, controllato e in linea con le regole bancarie e antiriciclaggio. È questo il messaggio lanciato da Raffaele Gnazzi, CEO di ADMIRAL Pay, durante il suo intervento all’Italian Gaming Expo & Conference 2026, che si è svolto a Roma, nella sessione dedicata alla sicurezza e alla tracciabilità dei pagamenti.
Gnazzi ha spiegato il modello sviluppato da ADMIRAL Pay, che si basa su un wallet digitale personale, collegato direttamente al giocatore. Al momento dell’iscrizione, a ogni utente viene aperto un conto di pagamento a proprio nome. L’identificazione non si limita ai dati personali di base, ma prevede controlli più approfonditi, che tengono conto anche di elementi come il reddito, la professione e il profilo di rischio complessivo.
Un ruolo importante è svolto anche dai punti vendita dove si effettuano le ricariche, che non sono più semplici intermediari, ma diventano soggetti convenzionati e qualificati. Anche per loro, così come per i concessionari, viene attivato un conto di pagamento dedicato. In questo modo si crea un sistema chiuso, dove ogni movimento di denaro è sempre tracciabile.
Il denaro contante versato dal giocatore non passa direttamente di mano in mano, ma viene gestito attraverso operazioni tra conti. Questo permette di sapere sempre a chi appartengono le somme e come vengono utilizzate.
«Il denaro resta sempre del giocatore – ha spiegato Gnazzi – che lo sposta dal proprio wallet al concessionario per giocare e lo riceve indietro in caso di vincita». Un sistema pensato per garantire maggiore trasparenza e controllo su tutta la gestione dei pagamenti. Secondo Gnazzi, questo modello rispetta pienamente le regole oggi in vigore, che non si limitano a verificare l’identità formale di una persona, ma richiedono controlli più ampi e continui, soprattutto in un settore considerato delicato come quello del gioco.
«Non basta controllare il codice fiscale o i dati anagrafici – ha sottolineato – perché la normativa richiede verifiche più approfondite». In particolare, ha evidenziato come non sia corretto permettere a un semplice punto vendita di gestire contante al di fuori di un sistema controllato e regolato.
Un altro tema importante riguarda i controlli antiriciclaggio nel tempo. È possibile rendere le ricariche semplici e veloci, ma è fondamentale che l’utente venga monitorato progressivamente, soprattutto quando l’uso del servizio diventa abituale. Senza questi controlli, il sistema rischierebbe di perdere efficacia.
Come ha concluso Gnazzi, l’obiettivo delle regole non è eliminare il contante, ma renderlo più sicuro, riportandolo all’interno di un sistema regolato, sotto il controllo delle norme bancarie e antiriciclaggio.
In un contesto europeo in cui il settore è considerato ad alto rischio, la sfida è trovare soluzioni che uniscano semplicità d’uso, innovazione tecnologica e sicurezza. Il modello proposto da ADMIRAL Pay va in questa direzione, offrendo una soluzione concreta che punta su trasparenza e tutela per tutti gli attori coinvolti.